EPICHEIA - ira

EPICHEIA

• Sep. 7, 2006 - ira

6/4/4

 

La Legge dell'ira

 

"La legge infatti produce l'ira; dove non vi è legge, non vi è neppure violazione" (Romani 4,15). Questa affermazione di Paolo di Tarso non è esortazione all'anarchia, ma sillogistico paradosso, consistente nel postulare che in assenza della legge non può verificarsi trasgressione, e quindi neppure il castigo, né l'ira conseguente.

La semplicità paradossale di questa affermazione mira a dimostrare la possibilità della libertà umana di scegliere, ancor prima che la legge ad essa lo imponga, il proprio destino nella fedeltà (pistis). La legge, e la trasgressione da essa implicitamente provocata, mostrano all'uomo un limite, la cui consapevolezza dovrebbe muovere il giudice e il giudicato verso quella compassione che è l'unico correttivo al male comune.

Quando invece è il logismo ad improntare la legge, sia nel momento formativo che in quello esecutivo, la legge finisce con l'imporsi autoritativo dell'ovvio ma spietato giudizio, senz'altro dimostrabile contro l'indifesa e invisibile essenza umana, ma senz'altro proveniente dalla cintola in giù, (secondo logiche indiziarie che intimano l'alt con la paletta dei carabinieri o delle netiquettes) non dalla cintola in su. Ed, anzi, la fedeltà alla più intima essenza umana - che non appartiene al mondo, ma al ben più vasto dominio che consente all'uomo di pensare, sentire e volere oltre la natura stessa - è allora tradita, comprata dal soldo del mondo dove la REGOLA della quantità ha buon gioco sulla incommensurabile qualità. (Quante volte mi hanno fermato in Germania i poliziotti di notte quando tornavo dal nigth dove lavoravo! "Tutto OK?", "OK", "Hai bevuto?", "No", "OK, puoi andare!". Chi ha girato un po' il mondo sa che solo in Italia ti fermano esclusivamente per darti la multa, a causa del dissesto economico del paese, più che per la tua infrazione al codice della strada. Ma lasciamo perdere).

Certamente occorre vigilare. Vigilare significa volontà di restituire ai fatti, e ad ogni prodotto dell'intelligenza ormai preda del magnetismo tellurico, l'immagine e l'idea di cui sono stati privati; significa riconnetterli col sano pensare, e, rischiarandoli di nuova luce, e disporne la soluzione e l'uso secondo una riconquistata misura umana.

Il subumano odia l'umano. Perciò tenta di ipnotizzarlo mediante il mito astratto ed impersonale di un diritto colluso con la logica economica. Dove sta la civiltà di questo civis subumano? La paura che esso ispira all'uomo è tale da fargli preferire di adeguarsi e di soggiacere a questa mitologia, come ad una autorità che benevolmente conceda l'esenzione da impegnative responsabilità individuali. Un'autorità simile a quella preferita dai maiali di Indra alla possibilità di tornare uomini offerta dal dio.

Il subumano ha buon gioco nell'unire in basso gli uomini, nel renderli "massa" compatta contro chi è accusato - a torto o a ragione, non importa - di insidiare la saldezza di questa complicità ed i vantaggi che ne derivano.

Pertanto, dovunque tale infera forza si è organizzata, manovrando all'unisono le istintività collettive, mobilitando le infinite risorse del mentale sempre pronto a giudicare e a reclamare sangue riparatore, nel grembo della memoria del mondo sono state deposte le spoglie di innumeri condannati senza appello: da Giordano Bruno a Matteotti, da Gentile a Moro, a Biagi, ecc., dalle vittime dei tribunali parigini del terrore a quelle profanate sul luogo stesso del loro martirio.

Questi citati sono solamente alcuni esemplari vertici, di sinistra, di destra e di centro - il più grande, Gesù di Nazaret, crocifisso anch'egli in nome della "Logica" del Diritto - prodotti dall'umano, decaduto oltre la soglia inferiore, e poi faticosamente risollevatosi proprio in virtù di tali immolazioni.

Io odio e amo il popolo. Odio e amo l'Italia. E allora? Bannerizzate anche me, o una parte di popolo o d'Italia? Certamente è ora di incominciare a vigilare e ad osservare la nostra identità di popolo: identità che l'Italia ha nella fedeltà al compito soprasensibile assegnatole dalla sua realtà sensibile, quale scaturisce dall'osservazione della composita natura geografica ed etnica, dalla sua persino evidente conformazione di SPINA DORSALE d'Europa, dall'ineguagliabile e sofferto passato. La spina dorsale può anche essere "flessibile" in nome della fraternità. Perciò riparate l'errore di avere allontanato un fratello. In nome della regola, tale flessibilità è invece succubanza, schiavitù ed ira. Ed allora rimanete nel vostro errore. Ma con Holux voi avete bannerizzato anche me, perché non scriverò più. Se siete fratelli vi dispiacerà. Se siete nemici della fraternità, sarete contenti.

***

HOLUX E' STATO ALLONTANATO IN VECCHIO STILE SOVIETICO

 

Risposta di Pensiero Debole: “È stato allontanato in quanto nazista (letteralmente: se coi nazisti si fossero usati metodi tolleranti, oggigiorno ci sarebbe il nazionalsocialismo in Germania e (forse) in tutta Europa. Verso gli intolleranti ritengo che non si debba usare la tolleranza. Specie se l'intolleranza si declina come razzismo. ecco perchè Holux è stato allontanato)".

 

Quanto segue è uno stralcio di corrispondenza dello scorso anno (periodo natalizio) fra Holux (che dubitava della sua sanità mentale) ed il sottoscritto in merito alla questione ebraica. Tengo a precisare che ho conosciuto il sito "Forum della filosofia e dei suoi eroi" tramite un messaggio di Holux in questo forum. Come si potrà notare nella parte finale, ho scritto ad Holux le medesime cose dette ad un credente in Marx, il quale a differenza di Holux, forse sentendosi più eroe non so, si è ritenuto legittimato a rispondere ad esse, sbeffeggiando (le parole di Holux sono scritte in caratteri maiuscoli):

 

<< GENTILE SIGNOR VILLA…[…] IL TERMINE "PAZZO"...

 

Tu non sei pazzo, sei sulla via giusta. Nella verità un po' di pazzia c'è sempre, vedi la "pazzia della croce" di cui parla Paolo di Tarso, e ciò è testimoniato anche dalla 22ª lettera dell'alfabeto ebraico, la taw, che significa "segno dei segni", e che per Paolo era la "croce" come massimo segno. Il tarocco 22° (la parola "tarocco" deriva da "Torah") è detto infatti il "matto". Dunque "croce" e "pazzia" sono legate nella massima felicità pensabile, quella di rendere felici tutti gli esseri umani. E questa è la tua croce, se vogliamo parlare di pazzia.

 

SE DEVO PARLARE IN MANIERA SERIA LO FACCIO CON SCHIETTEZZA ESTREMA , ALTRIMENTI MEGLIO TACERE. MA VENIAMO ALLE OBIEZIONI E PRECISAZIONI CONTENUTE NELLA SUA RISPOSTA. GIUSTAMENTE LEI MI SCRIVE CHE IL PROBLEMA SONO I BANCHIERI E NON GLI EBREI IN QUANTO TALI...MA LA MIA DOMANDA A QUESTO PUNTO É : NON É FORSE VERO CHE I PIÙ PERICOLOSI , FAMOSI E POTENTI BANCHIERI/FINANZIERI SONO EBREI?!

 

Ci sono anche dei non ebrei.

Ciampi e Fazio non sono ebrei, e non sono meno colpevoli di avere "stuprato" l'Italia secondo una metodica trisecolare, che essi hanno accettata convenzionalmente anziché riformarla criticamente e razionalmente.

Eppure neanche loro, a mio parere, sono "i" colpevoli.

I veri colpevoli, secondo me, siamo noi nella misura in cui ci rifiutiamo di verificare alla radice il nostro pensare originario, alla luce della sua stessa universalità.

 

SE LEI SI INFORMA IN MANIERA DETTAGLIATA, LA RISPOSTA NON PUÒ CHE ESSERE AFFERMATIVA. ORA , IL FATTO CHE SPESSO E VOLENTIERI IL GIUDAISMO COINCIDA COL CAPITALISMO NON PUÒ ESSERE CERTO UN CASO, MA É ANZI LA LOGICA CONSEGUENZA DELLA FORMA MENTIS ECONOMICISTA/MERCANTILE EBRAICA.

 

Il capitalismo non è il male. Se ci pensi bene, questo termine deriva dalla parola "capo", e il capo, la testa, nell'essere umano è la parte più nobile, sede del pensare.

E' infatti dalle idee che nascono le imprese, anche quelle economiche, che hanno il pregio di dare servizi, prodotti, aiuti, agli esseri umani che senza le industrie dovrebbero ancora essere sottoposti a fatiche fisiche da cavernicoli. Come ogni cosa, il capitalismo ha una parte buona e una parte cattiva: quella buona l'ho appena descritta, la cattiva deve essere trasformata in buona, e la soluzione è alla portata del pensare umano. Tutti i miei scritti cartacei o elettronici sono dedicati a un progetto basato su questo tipo di soluzione razionale e ognuno può parteciparvi nella misura in cui sa migliorarne le idee attuative.

 

DIVERSI AUTORI , OGGI PURTROPPO PRATICAMENTE SCONOSCIUTI AL GRANDE PUBBLICO , L'HANNO DIMOSTRATO NELLE LORO OPERE.

QUINDI A MIO GIUDIZIO IL PROBLEMA EBRAICO ESISTE ECCOME. IO NON ATTRIBUISCO DI CERTO LA COLPA DI TUTTI I MALI AD OGNI SINGOLO EBREO (ALCUNI LI RISPETTO A PATTO CHE SIANO SINCERAMENTE ANTISIONISTI!!) E NON DICO CHE I CAPITALISTI SFRUTTATORI SIANO SOLO LORO; ANZI SONO IN BUONA COMPAGNIA COI MASSONI ED I PROTESTANTI , CALVINISTI, ECC.

 

Queste categorie non mi dicono niente: c'è allora una categoria in cui sono tutti buoni e perfetti?

 

PERÒ MI SEMBRA LEGITTIMO DENUNCIARE CHIARAMENTE E SENZA MEZZE MISURE IL RUOLO SOVVERSIVO FONDAMENTALE SVOLTO DAL GIUDAISMO SIONISTA E DA ISRAELE ALL'INTERNO DEL SISTEMA PLUTOCRATICO. ALTRIMENTI FINISCE CHE PARLIAMO DI ARIA FRITTA. PARLARE DELLA 'COLPA' SENZA INDICARE IL PRINCIPALE 'COLPEVOLE' , CREDO SIA ABITUDINE DA IGNORANTI O PEGGIO DA VIGLIACCHI...HO FORSE TORTO?

 

Non hai torto sull'abitudine alla sincerità e mi vengono in mente le litigate che facevo con mia mamma sulla Verità. Poi un giorno ho capito - ed anche tu lo capirai un giorno - che dietro l'irruenza giovanile vi sono pensieri importanti costretti a passare in secondo piano. Non sono un moralista e neanche un paternalista, né un predicatore. Anche ammettendo che il "colpevole" sia questo o quell'altro essere umano, che soluzione proponi? Ricostruire i campi di concentramento? O non trovi più assennato distinguere l'errore dall'errante e riparare l'errore? Oltretutto è risaputo che gli ebrei si occuparono di moneta e di prestiti anche perché la dottrina cattolica romana proibiva queste attività e furono gli stessi cattolici a lasciar fare agli ebrei, che in quanto tali, secondo loro, erano già destinati all'inferno…

L'errore dell'umanità non è l'ebreo, ma l'errore. Noi veniamo dall'"errore" di Adamo ed Eva. Dunque dobbiamo dare la colpa a Adamo ed Eva? Non mi sembra logico. Se si guarda al passato, si va sempre al peccato. Quello che importa oggi è andare verso un futuro facendo il possibile per non errare più.

Errare significa sia peccare che camminare senza fissa dimora. Nel senso di questa seconda comprensione l'etimologia di "ebreo" è "errante".

 

NATURALMENTE É ASSAI DIFFICILE POTER PARLARE LIBERAMENTE CONTRO ISRAELE OD ANCHE SOLO OSARE CRITICARE IN PUBBLICO QUALCHE EBREO...COME RICONOSCE LEI STESSO.

LA GENTE COMUNE - ISTIGATA DAI MASS-MEDIA CHE FORGIANO L'OPINIONE PUBBLICA - É SEMPRE PRONTA A DARTI DEL "PAZZO PARANOICO" O DEL "RAZZISTA ANTISEMITA" SE HAI IL CORAGGIO DI PARLARE DI COMPLOTTO MONDIALISTA. LO SPERIMENTO DI PERSONA ANCHE ALL'UNIVERSITÀ , DOVE NON SONO BEN VISTO DA PARECCHIE PERSONE PER VIA DI CERTI MIEI DISCORSI A LEZIONE. PAZIENZA , IO CONTINUO A DIRE QUELLO CHE DEVO DIRE IN OGNI CASO E NON HO CERTO PAURA DELLE CALUNNIE E DEL GIUDIZIO ALTRUI.

 

Credo che se imparassimo un po' tutti ad essere interiormente erranti, come gli ebrei tradizionali, fino a sgusciare fuori dalla nostra prigione interiore fatta di "pensati" altrui, potremmo accorgerci con ragione che tale apprendimento non può che essere essenzialmente antisionista. Da questo punto di vista l'antisionismo è in fondo la massima sapienza ebraica.

Imparare l'arte di errare è importante. Infatti è per poterti controllare che la Grande Madre (partito, chiesa, new age, ecc.) ti vuole psicologicamente immobile. Se sei un errante essa fa più fatica a controllarti, perché l'errante, colui che non è mai, interiormente, dove la Grande Madre lo aspetta, rifiuta senza proclami la legge non scritta secondo la quale avere la spina dorsale, la volontà di potere su di sé, sia un peccato di superbia, di cui il bravo cittadino delle democrazie occidentali non deve macchiarsi. Diventare psicologicamente degli "erranti", dei nomadi, è anch'essa una praticabile via di uscita dalla spinta pietrificante di un sistema che ci vuole identificare coi nostri consumi, le nostre cose, la nostra maschera sociale. E' in fondo una via di fuga dalla schiavitù.

Anche se tu fossi comunista o cattocomunista, o anche solo cattolico, ti direi che se non impari quest'arte, io non potrei mai nutrirmi di te come di pane vitale e in quanto a compagno, la parola proviene da "pane", "com-pagno" è chi condivide lo stesso "pane"...

Personalmente reputo pesanti e faticosi i rapporti col mio prossimo se anziché ascoltare ed accogliere il pensiero altrui e vedere quali frutti darà dentro di noi (infatti è sempre arricchente un pensiero sul mondo, diverso dal nostro) si ascolta l'altro per rifiutarlo o contestarlo a priori. In questo modo infatti usiamo l'altro come nostro meccanismo di difesa. Perciò l'altro prima o poi si stufa, a meno che non abbia bisogno anche lui dello stesso gioco. In tal caso ne viene (più o meno coscientemente) coinvolto o addirittura lo provoca. A quel punto ci incontreremmo ancora solo con le nostre difficoltà, non con la nostra libertà e creatività, e il nostro sarebbe l'ennesimo dialogo fra sordi, che tocca solo aree regressive e nessuno ne ha bisogno… si cade solo nello scientismo dell'"animale sociale", che in realtà è sempre più animale e sempre meno sociale, come è dimostrato da quanto sta avvenendo su tutto il pianeta.

 

CMQ CAPISCO QUELLO CHE LEI AFFERMA.

 

Infatti tu non sei così, altrimenti non lo potresti dire.

 

CERTAMENTE CRITICANDO IN GENERALE IL SISTEMA BANCARIO-CAPITALISTICO , SENZA NOMINARE ESPRESSAMENTE LA QUESTIONE EBRAICA , LE PERSONE SONO PIÙ BEN DISPOSTE AD ASCOLTARE...

 

Questo non è il vero motivo delle mie affermazioni. Non si tratta secondo me di indorare la pillola, ma di affermare la verità, in base a universalità di pensiero.

 

QUANDO PERÒ SI NOMINA L'INNOMINABILE SCOPPIA LA GRANDE POLEMICA...UNA BUFERA TERRIBILE...MA A ME , LO RIPETO , PARE UNA VILE RETICENZA NON CHIAMARE IN CAUSA DIRETTAMENTE GLI OPPENHEIMER , I WARBURG , GLI SCHIFF , I ROCKFELLER (ALIAS STEINHAUER) , I MURDOCH , I SOROS , I DE BENEDETTI (ALIAS BARUCH) , I KISSINGER , GLI ABRAMOVICH , I BLOOMBERG , I GREENSPAN , ECC. ECC. TUTTI EBREI!!

FAR FINTA DI NON SAPERE O NON VOLER VEDERE QUESTA REALTÀ É UNA CECITÀ INFAME E COLPEVOLE. POI OGNUNO SI REGOLI DI CONSEGUENZA.

 

Fare la conta dei bravi e dei cattivi nell'umanità non mi sembra costruttivo. A fianco di questi nomi si potrebbero mettere altrettanti nomi di non ebrei ugualmente cattivi.

 

ADESSO LE RIPORTO UN ELENCO DI LIBRI INTERESSANTI CHE SPIEGANO BENE TUTTA LA QUESTIONE DELLA COSPIRAZIONE INTERNAZIONALE E CHE DENUNCIANO CON NOMI , FATTI ED ACCUSE CIRCOSTANZIATE GLI ARTEFICI DI TALE POTERE (SEMI)OCCULTO - NASCOSTO DIETRO IL COMODO PARAVENTO DELLE C.D. DEMOCRAZIE. ECCOLI :

[lungo elenco di libri e di siti internet]

 

Alcuni di questi libri li ho anch'io e quindi li ho già letti e studiati, proprio per documentarmi. Per esempio la mia pagina http://digilander.libero.it/afimo/bibbia.htm dovrebbe fare giungere il lettore a chiedersi: come la metto di fronte al fatto che il Cristo si incarna in Gesù di Nazaret che è ebreo?

 

QUANDO HA TEMPO LI VISITI CHE NE VALE LA PENA , C'È UN PO' DI TUTTO E CI TROVERÀ MATERIALE DEGNO DI NOTA.

 

Sarà fatto e ti ringrazio.

 

ADESSO LA SALUTO E LE AUGURO BUONE FESTE.

LUCA-HOLUX

 

Anch'io ti auguro buone feste.

In merito al darci del tu, se mi darai dei tu mi farai sentire più giovane. Tutto qui. Credo che la lingua italiana non sia meno dignitosa di quella americana e che nella forma del "tu" riposi il medesimo rispetto di quella del "voi" o del "lei". Il "tuo" nome, il "tuo" regno, la "tua" volontà, esigono infatti nel credente in Dio quel medesimo rispetto.

In ogni caso, posso sempre immaginare di avere sempre 20 anni, e darti in futuro del "lei". Non ci sono problemi. Per la mia esperienza so "guerreggiare" meglio col "lei" che col "tu".

Ciao.

Nereo >>

 

Mi sembra pertanto che Holux sia un idealista assoluto, ed un ragazzo molto educato, più  che un intollerante. In un ambito in cui si possono esprimere universali contenuti di pensiero, il problema secondo me non sarebbe esistito. Il problema esiste solo per coloro che sono privi di idee, in questo caso per settari o bolscevichi, per i quali vale ancora il principio di "alienazione" (cfr. mio precedente post): "Libero pensi ognun come desia: ma se qualcuno non pensa come noi, ghigliottinato sia". E a proposito di ghigliottinatori devo dire che fu un medico, Joseph Ignace Guillotin (1738 - 1814) che mise a disposizione del "progresso" la sua soluzione per lenire la sofferenza da esecuzione capitale: la democraticissima ghigliottina, che tagliava ogni testa che incontrava, è il caso di dirlo, senza guardare in faccia nessuno. Era in verità il tempo della nascita della setta degli economisti moderni. Ai nostri giorni gli economisti, hanno conservato ancora una connotazione di setta ma all'epoca dei sanculotti lo erano in quanto del tutto sconosciuti, e non si capiva bene cosa studiassero. Si stentava persino a credere che studiassero alcunché, ma se non del tutto "pericolosi" erano però considerati "strani" e comunque da tenere d’occhio… Gli economisti, necessariamente, frequentano i banchieri a proposito dei quali Guido Carli, governatore della banca d’Italia negli anni '70 scriveva su "L’Espresso" firmandosi BANCOR, nome della moneta che John Mainard Keynes (1883-1946) auspicava diventasse una valuta internazionale al tempo dei lavori a Bretton Woods. Ebbene il Carli in "Le confidenze di un banchiere " (1973) scrive "Ma non pretendete che i banchieri non frequentino la Suburra: dove pensate che nascano gli uomini d'affari?". E c'è di più. L’Abate Augustin Barruel (1741-1820), autore delle "Mémoires pour servir à l'histoire du jacobinisme", annotava che gli economisti all'epoca della rivoluzione francese erano considerati una "confraternita". Per Carli anche i banchieri lo sono: "E' vero: anche i banchieri sono una confraternita, nel senso che da mattina a sera trattano tutti la stessa ed unica merce, cioè il denaro, nelle sue mutevoli incarnazioni" (op. cit.). Bisognerebbe ricordarsi il più possibile di questa frase e soprattutto "il denaro nelle sue molteplici incarnazioni". Si trattava di una consorteria eterogenea di sofisti, composta da filosofi, filantropi, massoni, teisti, atei, gnostici, sincretisti, che godevano della protezione del "mercenate", (contrazione di mecenate/mercenario) Barone d'Holbach, e per timore di attirare sgradite attenzioni da parte del potere costituito, presero a chiamarsi ed a farsi chiamare "economisti". Il fondatore, maitre à penser, guida, organizzatore, era un medico-economista , François Quesnay (1694-1774) fondatore della scuola fisiocratica, che Luigi XV (1710-1774), per la grande stima che gli portava, lo chiamava il suo "pensatore", forse perché curava la sua favorita, Madame Pompadour, senza rendersi pienamente conto dove in realtà tanto "pensiero" andasse a parare. Veri sofisti, infra moenia, all'esterno innocui "economisti", si riunivano regolarmente fra il 1763 ed il 1766. Elaboravano! Al momento della "rivoluzione" piantava così la sua bandiera circa dopo ventitré anni di esplorazioni "culturali", "politiche", e di "progetti" che direttamente e indirettamente ne preparavano il clima "culturale", "sociale", "politico", antropologico, "esoterico" ed "exoterico", l'avvento della ghigliottina, vale a dire della "bannerizzazione", secondo il linguaggio settario odierno... stile gulag. Vergogna.

***

Neanch'io sono un esperto in economia monetaria, e percepisco il problema delle banche esattamente come te. Io non dico di "risolvere il problema sociale con un intervento tecnico-economico-salvifico-coscienzioso", ma che occorre prendere consapevolezza che questo sistema monetario è iniquo. Pensavo che nel contesto della tua domanda (Hegel aiutaci tu) Marx c'entri, visto che il marxismo proviene dall'hegelismo. Non si tratta di profezia. O, almeno non credo che Auriti sia un gran profeta, credo però che sia onesto, e che insegni con l'esempio più che con parole. Non conosco Agosti e non ho mai letto niente di questo autore. Io non credo alla morte e l'intero pianoforte da concerto che mi caschi in testa mi spaventa come può spaventarmi uno stuzzicadente.
Per il resto che dici sono d'accordo con te. Credo comunque che se ci fosse il diritto alla vita, vale a dire un bel reddito di cittadinanza, di   

autocritica non ce ne sarebbe bisogno, perché si percepirebbe un sistema per l'uomo, come il sabato per l'uomo di cui parlava qualcuno. In merito al concetto di democrazia (a cui aggiungo anche quello di legalità) credo che oggi se ne possa parlare solo bevendo urina, segno che  non è roba per me. Non credo in questo tipo di amore per se stessi e per gli altri… In ogni caso, tanto per stare in tema, secondo me, dopo l'antitesi, verrà la terza guerra mondiale, e cioè: o ci mettiamo a pensare oppure ci dovremo… riparare. Un uomo che pensa non può essere ridotto in schiavitù. E sinceramente alla schiavitù preferisco il trapasso.

Ciao

***

Grazie a Massimo, vengo a sapere in data 05/04/2004 alle ore 10:22:16 che cosa significa "bannare": "in pratica, essere 'buttato fuori' a vita". Dunque sarebbe come dire, secondo l'affermazione di Alessandra, che Holux è stato "buttato fuori a vita" da questo "Forum della filosofia"?

***

Messaggio inviato in data 05/04/2004 alle ore 07:48:02.

Titolo: Perchè i pacifisti sventolano le bandiere di Che Guevara?

A prescindere dal fatto che fosse o meno un delinquente nessuno può negare che il Che fosse un guerrigliero. Un guerrigliero NON È una persona pacifica... Un guerrigliero È uno che con la guerra, la lotta armata ci campa. La violenza è la sua scelta di vita, con la violenza istituisce dittature e da quelle dittature riceve premi come ville di 1000 metri quadri o limousine per vagare indisturbato nella città di L'Avana, in mezzo a gente che muore di fame (e guarda con occhio famelico i cani). Che ci fa questa persona sulle bandiere dei pacifisti?

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Sono qui pubblicati post creati da Nereo Villa dal 2003 al 2005 per un forum di sedicenti filosofi-eroi. L’autore di questi post li ripubblica come testimonianza delle difficoltà avute nel tentativo di informare le “nuove” generazioni in merito a verità sociali, che nel 2006 incominciano ad essere di dominio pubblico - almeno per i navigatori di Internet, dato che la carta stampata ha appena incominciato ad informarne il cittadino. IL TEMPO PRESENTE, DI FRONTE ALLA CLASSE POLITICA DEGLI “ASURA” (asura è un termine sanscrito che significa propriamente “spiriti del male”, da “asu”, o meglio da “a-sura”, che etimologicamente significa “non dèi”; anticamente gli asura erano infatti sura detronizzati, cioè dèi trasformati in demoni da teologi settari), ESIGE PIÙ CHE MAI LO SPIRITO CRISTIANO DI EPICHEIA. Epicheia è DIRITTO E DOVERE DI SUPERIORE CAPACITÀ DI EQUILIBRIO GIURIDICO là dove lo Stato di diritto diventa diritto di Stato di rapina legale, e dove la legge è espressione astratta, cioè tanto formale e notarile quanto costringente, del male da compiere. Oggi siamo costretti a sottostare democraticamente alla mafia del potere finanziario, e ad accettare il signoraggio - deprecato da Gesù con le parole “Non chiamate nessuno Signore” - che fa del cittadino un mafioso, dato che accetta di pagare le tasse, cioè il pizzo di un debito inesigibile ("Pagabile a vista al portatore" era infatti la scritta che veniva stampata sulle vecchie banconote, e che valeva come cambiale, paradossalmente detta "inesigibile" (Barucci, ministro al tempo del governo Ciampi) perché anche quando c’era ancora il principio della convertibilità cartamoneta-oro, il cittadino che si fosse presentato come portatore richiedente oro, avrebbe riscosso soltanto una risata; ed oggi non solo la convertibilità con l’oro è stata abolita, ma dal 31 luglio 1971 è stata abolita addirittura la riserva aurea stessa. Perciò le banche centrali non hanno alcun diritto di prestare ciò che non hanno, né di esigere interessi su tale “prestito”). I politici, difensori degli interessi delle banche centrali, trovano giusto il prelievo fiscale, esclusivamente perché in tal modo possono percepire uno stipendio 50 volte superiore a quello del cittadino. D’altra parte, coloro che comprendono anche solo un minimo aspetto del dilemma monetario propongono subito di fare un partito o una banca con tanto di progetto adatto ai tempi. E i signori dell’euro li lasciano fare, perché sanno che, tanto, con un po' di coca da una parte e con una manciata “n-euro”-logica di titoli politici dall'altra, tutti sono addormentabili e scientificamente persuasi che essere schiavi è bello. Ecco perché l'unica via possibile oggi è la riflessione sul senso del Golgota e dell'epicheia.

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