04/04/04
Il "tollerante occidente con il suo guanto di velluto" tanto cinico quanto nichilista ha solo un modo per contrastare il pugno di ferro del terrorismo: smetterla di generarlo. La partita si chiama: economia.
Un esempio: Pedro Solbes (Commissario uscente dell'UE) ha detto che "in generale le riduzioni fiscali vanno coperte con tagli di spesa, senza peggiorare la situazione del deficit e del debito" (Corriere della Sera, 2-4-04, p.3). Ha proposto così, all'attenzione dell'Europa, un errore strategico (e si sa che gli errori strategici sono i più deleteri perché portatori di morte). Tale errore è basato sul falso problema dell'ingiustificata salvaguardia della RARITÀ MONETARIA. Il problema della rarità monetaria incontrollabile oggi infatti non esiste più dal 1971. Esisteva quando la moneta era d'oro o convertibile in oro (perché la rarità dell'oro era condizionata dalla legge fisica della sua esistenza e dall'alto costo di produzione del metallo a caratura programmata). Con l'abolizione della convertibilità e della stessa riserva (fine degli Accordi di Bretton Woods, 15 agosto 1971) la rarità monetaria non è più condizionata da leggi fisiche, ma programmata, a costo nullo, dalle banche centrali (che stabiliscono la quantità ed i tempi dell'emissione monetaria in prestito e/o il ritiro di liquidità dal mercato con i prelievi fiscali ed il saldo dei crediti).
Poiché il potere d'acquisto della moneta è condizionato dalla legge della rarità, si impone la necessità di stabilire se è la rarità della moneta che dev'essere condizionata dalla rarità dei beni, o se è la rarità dei beni che deve essere condizionata dalla rarità della moneta.
Per rispondere a questo quesito ti porto un esempio elementare. QUANDO COMPRI UN PAIO DI SCARPE COMMISURI I PIEDI ALLE SCARPE O LE SCARPE AI PIEDI? L'usuraio pretende di imporre scarpe strette e quindi, se necessario, tagliare i piedi, come propone oggi il Governo Berlusconi: e per far cassa, il governo studia il taglio degli aiuti alle imprese (!!!) (cfr. Corriere della Sera, 02/04/04 p.3).
Mentre l'usuraio vuole controllare piedi, più grossi possibili, con le scarpe più strette possibili, per aumentare il più possibile il contenuto podologico delle scarpe - cioè il potere d'acquisto della moneta - il contadino, giustamente, pretende scarpe comode a giusta misura dei piedi, il che significa adeguare la rarità della moneta alla rarità dei beni ed agli incrementi produttivi e non viceversa. Il valore della moneta è in fatti, come ogni valore, quello di rapporto fra le cose.
IN QUESTE CIRCOSTANZE ABBIAMO OGGI LA POSSIBILITÀ DI GIUDICARE TUTTI, CIOÈ DI USARE IL NOSTRO DISCERNIMENTO CRITICO SU TUTTI: GOVERNI, MINISTRI, MAGISTRATI, SINDACATI ECC. PER DISTINGUERE CHI STA DALLA PARTE DELL'USURAIO E CHI DALLA PARTE DEL CONTADINO.
Per rispondere alla tua (mia) domanda, dico che emerge, ed emergerà sempre più, secondo me, la necessità di sostituire alla banca centrale la funzione monetaria come quarto potere costituzionale dello stato (intendendo ovviamente lo Stato come costituito dal popolo sovrano, non quale esso è attualmente: burocratico, cioè carta).
Come “si sa”, la banca centrale è una S.p.A con scopo di lucro e quando si pretende di gestire la sovranità monetaria con scopo di lucro, si cade necessariamente nella logica dell'usuraio e del calzolaio che promuove la politica delle "scarpe strette".
Su questa linea, purtroppo, sono tutti unanimemente d'accordo.
L'unica differenza che distingue Berlusconi, Fini, Tremonti, Maroni, Solbes e l'U.E. [NOTA DI NEREO AL 27 GIUGNO 2006: SI AGGIUNGA PRODI, FASSINO, RUTELLI, E TUTTI GLI ALTRI MENTECATTOCOMUNISTI] sta solo nello stabilire il grado di "strettezza delle scarpe".
Speriamo che ci consentano di camminare, sia pure zoppicando.
Per realizzare una società libera fondata sull’associazione volontaria e cooperativa degli individui, delle comunità, dei gruppi sociali, dei liberi produttori, è necessario sbarazzarsi di tutte le istituzioni fondate sui privilegi, sulla diseguaglianza, sulla gerarchia.
Questo radicale capovolgimento sociale non può che darsi attraverso una RIVOLUZIONE DELLE COSCIENZE e di conseguenza attraverso la rinascita dall’interno delle strutture materiali esistenti.
Non credo nella lotta armata e tanto meno nell'uomo bomba, che è l'ultimo stadio di chi, avendo perso ogni speranza nel futuro, crede che l'unico suo diritto, in questa società di usurai e di camerieri degli usurai (la classe dei politici, Berlusconi compreso) sia quello di morire.
Dopo il crollo del muro di Berlino, l'uomo bomba è convinto probabilmente che la contraddizione del marxismo si appiani nella misura in cui faccia esplodere se stesso, anziché portare le scarpe strette, nelle quali siamo tutti costretti, e sempre più lo saremo, se non ci occuperemo noi dei nostri soldi.
Marx considerò lo Stato il riflesso politico dei rapporti di produzione economici. Ciò nonostante, attribuì al potere statale, una volta abbattuta la società capitalistica, il compito di guidare il passaggio della società al comunismo.
La funzione dello Stato comunista dopo la rivoluzione non era infatti solo quella di difenderla dai suoi nemici, ma anche quella di riunire su di sé il controllo di tutta l’economia. Solo la pianificazione totale avrebbe infatti permesso il passaggio alla società comunista. Contraddizione, questa, davvero enorme, che inficiava tutta l’analisi di Marx: SE LO STATO ERA ESSENZIALMENTE UNA SOVRASTRUTTURA, COME AVREBBE FATTO AD UN CERTO PUNTO DELLA STORIA AD ACQUISIRE UNA TALE AUTONOMIA STRUTTURALE DA DIVENIRE ADDIRITTURA PROTAGONISTA DI UNA METAMORFOSI ECONOMICA?
Mirando alla conquista del potere politico, il comunismo ha di fatto rafforzato il potere dello Stato, creando una nuova classe, quella burocratica, e un nuovo dominio, assolutamente più spietato di quello borghese; la dittatura del proletariato si è ritorta contro il proletariato, divenendo dittatura sul proletariato. Ci vogliono gli uomini bomba ora?
Stiamo a vedere.
È triste tutto questo. Però non bisogna perdere le speranze nell'universalità del pensiero umano.
La teoria marxista ha potuto avere un unico esito, la costruzione di uno Stato totalitario retto dai capi del partito comunista; questi ultimi hanno finito per costituire una nuova classe dominante intellettuale e burocratica, monopolizzatrice del sapere, che ha esercitato e tende tutt'ora ad esercitare (anche nel cattoconsortile consociativismo italiano) il suo dispotico dominio sulle masse, riproducendo, rafforzando e cristallizzando la divisione classista della società, in virtù di una ideologia oppressiva travestita da scienza (o da teologia, che non è altro che teo-ideologia) di liberazione.
La società comunista, il marxismo realizzato, i comunisti, nella ex-URSS e in tutti gli stati dove presero il potere, realizzarono depressione economica nella misura in cui il popolo non si chiese mai: che cosa significava che il proletariato dovesse elevarsi a classe dominante? Com'era possibile che tutto il proletariato si mettesse alla testa del governo?
PERCIÒ CREDO SIA GIUSTO CHIAMARE BUE QUESTO POPOLO. ANZI SAREBBE MEGLIO DIRE POPOLO MULO. I marxisti attuali invece, credo siano consci di tale contraddizione, e che si rendano conto che un governo di scienziati è un’effettiva dittatura, nonostante tutte le sue forme democratiche. Cent'anni fa si consolavano con l’idea che tale dominio sarebbe però stato temporaneo. Perciò da un secolo, costoro concentrano tutto il potere amministrativo nelle loro mani, dato che il popolo bue (o mulo) ha bisogno di un robusto controllo. E NEANCHE SI ACCORSERO CHE ERANO ANCHE LORO CONTROLLATI, IN REALTÀ, ATTRAVERSO LE BANCHE CENTRALI, CON LE QUALI PRETENDEVANO CONTROLLARE TUTTO IL COMMERCIO, L’INDUSTRIA, L’AGRICOLTURA E LA SCIENZA. Il popolo bue viene così posto agli ordini degli ingegneri di stato che costituiscono la nuova classe “politiko-scientifika-teknologika” privilegiata, a sua volta controllata dai banchieri.
Di queste cose, per incominciare, bisognerebbe prendere coscienza. E ciò vale non solo nel senso hegeliano o filosofico in generale della contraddizione, ma anche nel senso del moralismo comunista.
È ORA DI "DARCI UN TAGLIO"!
I caratteri fondanti il progetto comunista sono gli ideali cristiani dell'amore e della comunanza, assommati al mito produttivistico del lavoro inteso quale attributo identitario del singolo nella società comunista!
Dietro la facciata umanitaria e solidaristica, l'idea comunista nasconde un progetto pedagogico totalitario! In una società dove regnano l’amore e il lavoro gli individui che non si piegano alla moralità collettiva sono più che dei devianti sociali: sono dei malati mentali e come tali devono essere rieducati, curati nei Gulag!
Il fatto che il comunista veda in te l'uomo, il fratello, è dunque solo l'aspetto domenicale del comunismo; secondo l'aspetto feriale del comunismo, invece, egli non ti considera affatto soltanto come uomo, ma come lavoratore umano o come uomo lavoratore!
La prima concezione esprime il principio liberale, nella seconda si nasconde una concezione illiberale; se tu fossi un “fannullone”, il comunismo non disconoscerebbe certo l'uomo in te, ma tenterebbe di purificare l'“uomo pigro” che è in te, di levarti la pigrizia, e convertirti alla fede secondo cui il lavoro è “vocazione” e “missione” dell'uomo; però, essendo questo un progetto impossibile, lo Stato ti rinchiude, trasformandoti da concittadino in compagno di prigione (o di manicomio o di ospedale, secondo il comunismo e la sua filosofia normativistica di prescrizione morale per l’individuo)!
"Con il nostro nichilismo, il nostro pingue cinismo, un po' decadente e tanto raffinato riusciremo a contrastare il nichilismo dei corpi, solidi, sanguinanti, esplosivi?” La mia risposta è no.
Anche perché credo che più che contrastare si tratti di comprendere.
Se mi metti davanti a una partitura difficile, certamente non la suono a prima vista. Occorre individuare sempre l'eventuale errore tecnico per procedere. Però se chiamo i miei errori non errori, e piuttosto che cambiare diteggiatura, mi taglio la mano, potrò tutt'al più suonare un tamburo.
Ciao. Nereo |